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E' la città situata all'estremità orientale della penisola salentina: crocevia e punto di incontro di tante culture è difficile resistere al fascino dei suoi giardini a terrazze, delle spiagge dorate e sabbiose, ricche di scogli ed arenili, delle baie esclusive, delle viuzze che si intersecano e si perdono del borgo antico, racchiuso dalle mura aragonesi. Fu municipium romano con il nome di Hydruntum, nome che secondo alcuni deriverebbe dal vicino fiume Idro.
Lo stemma,...
Lo stemma di Otranto è rappresentato da una torre, intorno alla quale è avvolto un serpente. Essa ricorda una leggenda locale secondo la quale verso il faro romano, oggi "torre del serpe" (ormai un vecchio rudere a sud del porto) ogni notte si dirigeva un serpente marino e si inerpicava in cima per bere l'olio con cui veniva alimentato il faro, causando il naufragio dei marinai. Solo il 28 luglio del 1480 questo non si verificò, quasi ad avvertire la popolazione dell'arrivo dei Turchi che avrebbero provocato il martirio di Antonio Primaldo e compagni (800 martiri Idruntini).
...la storia e l?arte.
Le vicende di Otranto partono dalla preistoria. Il suo territorio presenta bellissimi graffiti e pitture realizzate con ocra e guano (risalenti a 7000 anni fa) nella Grotta dei Cervi, l'Abbazia di San Nicola di Casole, prima casa dello studente dell'Europa occidentale (1160), gli affreschi nelle laure e cripte della Valle delle Memorie, con gli aggrottamenti dei monaci anacoreti, le mura e i bastioni, il Castello ricostruito a partire dal 1482, il mosaico pavimentale della Cattedrale (800 mq) del 1163, che raffigura l'albero della vita da cui si diramano varie figure legate al ciclo bretone, al bestiario medievale, unitamente agli affreschi e all'architettura bizantina della Chiesa di San Pietro completano le bellezze artistiche e storiche del luogo. A ricordo dell'epoca romana sono testimoni i cippi e le colonne, presenti all'interno delle mura insieme con le terribili palle di granito con cui fu bombardata la città nel 1480 dai Turchi.
Dintorni e natura.
Meritano di essere menzionati lo stupendo fiordo di Porto Badisco mitico approdo di Enea, con i suoi golosi ricci, il delizioso ipogeo messapico, i dolmen e i menhir, la Baia dell'Orte con il punto più a est d'Italia costituito dal faro della Palascìa, l'erosione marina chiamata "marmitta dei giganti" alla base della torre di avvistamento di San Emiliano, le orchidee selvatiche che nascono in autunno e primavera, le bellissime calotte a nord della città, i laghi Alimini, il laghetto che sorge in un'antica cava di bauxite, i "massi della vecchia", enormi megaliti legati a vecchie leggende popolari.
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